Breviloquio su Omar Khayyàm
Sunday, April 4, 2010, 15:14 - Ebook


Io ho avuto paura di tre cose:
d’esser d’animo povero e mendico
io so che tu m’intendi senza chiose
di servire altrui e dispiacere
e per difetto mio perder l’amico:
onde io son ricco, quanto a mio vedere,

ché speso ho il tempo di mia poca vita
in acquistarmi scienza ed onore
ed in seguire altrui con l’alma unita.
Non per ricchezza fra li buoni ho loco:
non val ricchezza a povertà di core,
e poco vale a chi conosce poco.



Cecco d’Ascoli, Acerba


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Articolo Istanbul
Tuesday, December 1, 2009, 16:21 - Storia Locale

Note sulla presa di Costantinopli e i rapporti tra l'Europa e l'Impero Ottomano.



Pietro della Valle descriveva con queste parole il clima di Istanbul: “L'aria, che in Napoli è così felice, in Costantinopoli è incostantissima: onde, in un giorno medesimo, si sente spesso gran caldo e gran freddo, assai più che in Roma. I freddi poi sono acuti: i Soli, assai ardenti, e offendono la testa. Le tramontane, che in Napoli e in Roma sono così salubri, qui son di mala qualità: perché portano dal Mar Nero molti vapori grossi, che esala, quel mare, per essere fangoso, e per lo concorso di tanti fiumi grossi che vi entrano, e della palude Meotide ...”

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Lezioni private di Lingua e Letteratura Inglese e Storia (dall'Antichità all'Età Contemporanea)
Tuesday, November 17, 2009, 11:24 - Clienti
Si forniscono lezioni private di Lingua e Letteratura Inglese per studenti delle scuole medie e superiori e assitenza per la
preparazione di esami universitari.

Disponibilità per Roma, Napoli e nella provincia di Foggia; lezioni anche a domicilio.

Contattaci per info

Oriente e Occidente
Tuesday, November 17, 2009, 10:51 - Orientalistica
Abbàs Mahmud al-Aqqàd, egiziano (1889-1964), fu poeta e fecondo saggista tra i ma maggiori letterati arabi moderni assieme a Taha Husein, senza dubbio uno dei più importanti autori egiziani. Scrisse, oltre alle diverse opere di critica letteraria, una biografia del Profeta ad una del Califfo Omar, ma anche alcune monografie di natura storico-politica. La seguente citazione è estratta dal testo L'Islàm nel secolo XX, del 1954, una riflessione socio-politica sui destini dell'Islam e dei suoi rapporti con il mondo occidentale (fatta salva una definizione convenzionale e sommaria dei concetti Oriente ed Occidente che chi scrive considera/immagina pure convenzioni/visioni geografiche peraltro precarie e sensibilmente relative, visti anche gli esempi numerosi delle 'geografie' scritte dai musulmani che raffiguravano un mondo mediterraneo orientato con l'Arabia ed il Maghreb rivolti a Nord e l'Italia ad esempio verso Sud) ... da sottolineare il senso quasi profetico del brano di al-Aqqàd: “Il domani è un arcano ignoto, e non abbiamo nessun bisogno di ricercare negli astri le sue vicende e i suoi lineamenti: in ogni caso, eventi e peripezie non mancheranno e la sua storia non sarà priva di paci e di guerre, di vittorie e di sconfitte, di Stati che sorgono e di Stati che declinano, di legami che si annodano e di vincoli che si sciolgono, di amicizie che diventano inimicizie e di ostilità che si trasformano in amicizie. E ripetizioni di schemi superati, e novità che sembrano ritorni al passato. Perchè in nessuna epoca sono mancate le idee nuove e le eresie. Certo noi ci volgiamo all'avvenire ignoto con fiducia, pronti ad accoglierlo nel miglior modo possibile, poichè usciamo da un lungo passato, che ci ha insegnato questa lezione sufficiente: le credenze sono più salde delle teorie politiche, le nazioni sono più solide degli Stati. L'ignorante è nemico della patria, più del suo peggior nemico, e le massime sventure sono venute all'Islàm non dalle guerre dei Crociati o dalle guerre coloniali, ma dai suoi figli ignoranti. Non è necessario risalire all'inizio delle Crociate, un millennio fa, per riconoscere la verità di queste successive riflessioni: basta risalire al principio del nostro secolo ventesimo, che ha passato di poco la metà. All'alba del secolo esistevano Stati temuti da tutto il Globo, Stati che premevano su ogni regione dell'Oriente, sia Vicino che Estremo; c'erano Stati che si separavano dal vecchio mondo, e chiedevano a quel mondo di staccarsi da loro. Sono cambiate le posizioni e le politiche, gli Stati e le loro relazioni. Gli uomini hanno combattuto schierati, poi hanno ricominciato a combattere in nuovi schieramenti diversi. Non è cambiato l'aspetto fisico della terra, ma sono mutati i confini e gli Stati che occupavano quei confini e quei territori. Quale che fosse la politica, le credenze sono state più forti di lei; quale che sia lo Stato la nazione è rimasta. E quale che sia il pericolo, è l'ignoranza, in qualsiasi combattimento, contro qualsiasi nemico, il pericolo più periglioso. E se l'Islàm conserva la sua fede e i suoi credenti, rettamente guidati da Dio e chiaroveggenti, non li minacceranno i potenti di oggi, e neppure i potenti dello sconosciuto domani. Il pericolo massimo è che scienza e chiaroveggenza perdano terreno, e al loro posto si istallino l'ignoranza e l'incomprensione.”

V. Vacca - F. Gabrieli, Antologia della Letteratura Araba, pp. 330-31, Milano 1976.